Eventi 2009

Newsletter

Iscriviti per tenerti sempre aggiornato sui nostri servizi e sui nostri eventi

Serata artigiani a Vicenza

Serata artigiani a Vicenza

"La comunicazione in tempo di crisi"
 
                          



E SE LA CRISI FOSSE UN’OPPORTUNITÀ?
ISTRUZIONI PER L’USO.
Ancora una volta molto partecipato l’incontro organizzato nella serata di martedì 21 aprile, dal Mandamento di Vicenza dell'Associazione Artigiani, dove il tema trattato ha coinvolto e appassionato l’intera sala grazie ad un relatore d’eccezione, il dott. Amadeo Furlan, amministratore delegato di AF Solutions, che ha parlato di come affrontare l’attuale crisi che sta vivendo l’economia a livello internazionale, utilizzandola per creare vantaggio competitivo. Come?
Essenzialmente, cambiando la prospettiva da cui osservare gli eventi, l’azienda, il mercato.
Analizzando i grandi momenti di difficoltà che si sono susseguiti nella storia economica recente, emerge con certezza che le aziende e gli uomini capaci di rivedere profondamente le proprie abitudini imprenditoriali, cambiando quindi approccio e modalità del “fare impresa”, hanno fatto la differenza, producendo il cambiamento necessario ad un nuovo corso produttivo.
Altrettanto evidente è che questo cambiamento è avvenuto con forza e determinazione dentro di loro. Hanno invertito la tendenza, guardando oltre l’ostacolo senza seguire i soliti schemi a cui la quotidianità dei loro business li aveva abituati.
In poche parole, si sono svegliati! Hanno aperto gli occhi a nuove opportunità e le hanno colte, con grande serietà ed impegno, osservando la realtà che avevano sotto mano in modo complessivo, per ciò che era, dando valore in primis alla relazione umana.Hanno compreso, infatti, che l’opportunità poteva rivelarsi vincente solo se condivisa con gli altri, e compresa insieme. Ecco perché tutti questi soggetti si rivelavano grandi comunicatori, e appassionavano parlando dei loro progetti e delle loro idee. Succedeva che sia la gente comune sia i loro concorrenti, travolti dalla crisi dell’epoca e quasi anestetizzati dalle circostanze, trovassero un appiglio di speranza nella “diversità” espressa in controtendenza da quelle persone, da quei nuovi leader.Leader che facevano del rapporto umano uno dei loro principali punti di forza, perché avevano capito che quando si vuole puntare su un’idea totalmente fuori dagli schemi, si deve essere coadiuvati e supportati da persone, e non da numeri. Persone che ci danno credito, e con le quali la potenza della relazione costituisca il fattore determinante per un successo completo.
Dare credito, pertanto, può tradursi anche in confidare, dare fiducia, e proprio da qui è necessario ripartire per affrontare i momenti di difficoltà che oggi come allora stanno interessando i vari livelli dell’economia e della società internazionali.
Fiducia in se stessi, nei propri collaboratori, più in generale, nella persona. Mettere al centro della propria attività l’uomo e il suo valore è una delle risposte più efficaci a qualsiasi tipo di crisi. Al centro di ogni azione economica, infatti, è l’uomo che opera, e se questo vive il proprio lavoro, la propria impresa, come espressione del proprio desiderio di trasformare la realtà in qualcosa di migliore, allora il motore si accende davvero, e scaturisce l’occasione di uscire dal vizio generato dalla crisi.Questo principio è quello che ci deve muovere ad investire nell’importanza della relazione, e che ci porta a ritenere l’uomo come la più potente opportunità per qualsiasi realtà imprenditoriale, sia essa piccola, media o grande.Come è noto il nostro sistema produttivo è composto per gran parte da piccole e piccolissime imprese, da un numero ridotto di grandi imprese, e da un esigo numero di imprese di medie dimensioni.
Le piccole e piccolissime dimensioni delle nostre imprese, favoriscono la persona nel mettere in gioco le proprie idee, la voglia e la capacità di rischiare, rappresentandone il più importante vantaggio competitivo.
L’attuale crisi è pertanto una possibilità che ci viene offerta per migliorare la nostra percezione delle cose, dei fatti reali, dell’economia concreta, con l’obiettivo di far svegliare l’impresa italiana da un sonno che ne ha provocato l’irrigidimento, e la resistenza al cambiamento.Un segno tangibile del declino del nostro modo di fare impresa, che ci ha portati a questa condizione di immobilismo, è proprio il non voler vedere l’uomo come “la risorsa”, valorizzandone peculiarità e motivazioni, promuovendole sia che si tratti di se stessi, nel caso di imprese artigiane o piccole imprese, sia che si tratti di collaboratori o personale, nel caso di aziende più strutturate.
Ora siamo costretti a cambiare la prospettiva se vogliamo evitare un rapido crollo, e questo ci consentirà di rinnovare le strategie imprenditoriali per affrontare un mercato in continua evoluzione, che ad oggi non presenta riferimenti significativi.
Un primo passo di assoluta rilevanza, in questa direzione, è senza dubbio acquisire la consapevolezza che lavorare significa imparare, sempre. Quando una professione viene vissuta come se non potesse offrire nulla più da apprendere, è proprio in quel momento che comincia la fase di appiattimento.Si perde infatti il gusto dell’operare per qualcosa di significativo, che non si limiti al solo profitto, ma vada oltre fino ad arrivare alla soddisfazione dell’uomo nei suoi bisogni di appagamento personale, relazionale, professionale.Iniziano a venir meno quindi le reali motivazioni, e pian piano si smette di credere nel valore di quello che si fa. E’ un processo lento, e quasi impercettibile, che però arreca danni enormi all’azienda.
Se non riusciamo più a comunicare ciò in cui crediamo alle persone che a vario titolo lavorano con noi, come possiamo pensare che queste continuino a puntare con certezza su di  noi, credendo in valori ormai sbiaditi?
E’ necessario, pertanto, ravvivare le nostre motivazioni, e condividerle con chi ci sta accanto, per costituire un nucleo affiatato e convinto, capace di superare a testa alta e con grande determinazione, le sfide di questo momento storico particolare.Altro passo importante deve essere quello di compiere una sincera autocritica nei confronti della propria gestione dell'attività, così da individuarne punti di debolezza da correggere e superare, e punti di forza sui quali agire trovando la necessaria energia per uscire indenni (e addirittura migliorati) da questa fase. A questo proposito è utile ricordare la testimonianza di un grande pioniere dell’industria europea, François Michelin, oggi Presidente onorario del Gruppo Michelin: “…le difficoltà che tutti noi incontriamo sono il mezzo più grande che abbiamo per essere educati. Spesso è possibile ottenere più profitto da un fallimento che da un successo, perché quando si ottengono risultati positivi, si rischia di ‘specchiarsi’ senza analizzare nulla, mentre davanti ad uno scacco, siamo obbligati ad essere attenti alla realtà, imparando da essa…”.Chiaro è che quando le cose vanno bene a tutti, è facile muoversi nel mercato. Si può proporre qualsiasi cosa con la ragionevole certezza che, prima o poi, venga recepita e funzioni. E’ proprio in questo frangente che ci si ‘specchia’, crogiolandosi nel successo, pensando poco a come differenziarsi, migliorarsi, rinnovarsi.Invece, la realtà ci chiede di ‘imparare’ da essa, e predisporre il proprio impulso imprenditoriale all’energia positiva, che si genera pensando e configurandosi nella propria mente scenari possibili e strade percorribili. Solo così sbloccheremo le nostre migliori energie.Al contrario, guardando alla realtà con una nostra interpretazione negativa, impigrita disfattista, e addirittura ricca di lamenti, aiuteremo noi stessi a legarci ancora di più alle difficoltà, che con buone probabilità ci trascineranno, senza bussola ne vele, in un oceano scuro senza porti di quiete, ne fari.Non mi sembra che il tessuto imprenditoriale della nostra realtà sia disposto a questo. Quindi, a conti fatti, la scintilla che accenderà il motore delle azioni e del cambiamento, è a portata di mano.
Ora, avendo capito che stanno in noi le chiavi di lettura da utilizzare per superare, ognuno a proprio modo, la complessità di questo periodo, non ci resta che individuare nella nostra specifica situazione, quali siano le prime manovre da compiere per orientare la nostra bussola e issare le vele delle nostre aziende. Cominceremo così a navigare in un oceano blu pieno di luce ed opportunità concrete.

Parole chiave:Uomo, credere, motivare, comunicazione, relazione, imparare, agire, opportunità.

Marco Barabanti
Responsabile relazioni esterne AF Solutions